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	<title>Santa Famiglia - Comunità Parrocchiale Fano &#187; Matteo il giovane</title>
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		<title>Il Vangelo secondo &#8220;Matteo il Giovane&#8221; . Lectio 3b: l’inizio della fraternità (Mat 4,13-25)</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 21:25:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matteo il giovane]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Matteo il grande l’inizio della fraternità e la vocazione di due coppie di fratelli mi intriga e mi spinge a porti tante domande sulla vocazione Penso che la chiamata dei due fratelli non sia stata un colpo di fulmine come tu sembri raccontare nel testo ma frutto di ripetuti incontri ravvicinati col Maestro. Ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Matteo il grande<br />
l’inizio della fraternità e la vocazione di due coppie di fratelli mi intriga e mi spinge a porti tante domande sulla vocazione<br />
Penso che la chiamata dei due fratelli non sia stata un colpo di fulmine come tu sembri raccontare nel testo ma frutto di ripetuti incontri ravvicinati col Maestro.<br />
Ecco la mia domanda:<br />
come è possibile decidere di spendere la vita per Cristo senza sapere dove ti condurrà l’impresa? Cosa avrebbero potuto prevedere i quattro giovani di come sarebbe cambiata la loro vita? In un tempo in cui è così difficile fare delle scelte per tutta la vita, in quale clima è possibile per un giovane fare  un cambio di vita così netto e deciso?<br />
E ancora.<br />
Tu Matteo il grande racconti che l’incontro con Gesù dei fratelli è avvenuto casualmente ma tutto lascia intravedere che era stato accuratamente preparato da Gesù che voleva spostarsi sul lago, che adocchia le due coppie di fratelli e li chiama certo che avrebbero accolto l’invito.<br />
Ti chiedo:<br />
quanto erano davvero liberi i quattro di aderire a quell’invito e quanto per così dire  erano destinati ad accoglierlo?  Già nella nostra vita quotidiana siamo soggetti a mille condizionamenti che riducono pesantemente la libertà delle scelte, come possiamo essere certi che Gesù rispetti fino in fondo la nostra libertà  di creature che possono dire sì o no ad un invito? E come è possibile che da due semplici famiglie di pescatori abbia tratto la sua prima fraternità norma per tutte le altre fino alla fine del mondo? Per non dire che in genere si è così diversi tra fratelli di sangue e raramente uno vuole fare quello che fa l’altro ma cerca di distinguersi in mille modi!<br />
Ma non è questo il punto che mi intriga di più.<br />
Tu lasci intendere che incontrare Gesù e stabilire una relazione personalissima con Lui coincide con l’inizio di una fraternità di vita con quanti sono divenuti discepoli .<br />
Allora ti chiedo:<br />
Come oggi dei giovani studenti o lavoratori possono vivere una reale fraternità cristiana creando tra loro relazioni più profonde di quelle del sangue ed ovviamente di quelle dell’amore, della passione politica, dello sport o della musica?<br />
Le nostre esperienze di chiesa non sono sempre esaltanti e spesso la comunità cristiana è luogo d’incontri ma non di vita. Come è pensabile oggi una  vita da cristiani coesa al suo interno ed insieme aperta e coraggiosa verso la scuola, l’università, il lavoro, la città, gli affetti? Come conciliare famiglia e amici (che tra l’altro anch’essi non navigano a gonfie vele) con una appartenenza forte alla fraternità cristiana? E soprattutto cosa può mai significare per un &lt;&lt;Matteo giovane&gt;&gt; essere pescatori di uomini? Ti ho rubato del tempo, ma potresti aver guadagnato una vocazione!</p>
<p>A risentirci presto caro Matteo il grande!</p>
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		<title>Il Vangelo secondo Matteo il giovane (1)</title>
		<link>https://www.santafamiglia.info/2008/02/il-vangelo-secondo-matteo-il-giovane-1/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 08:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matteo il giovane]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Matteo il grande, ti confesso che hai iniziato con un testo lontano dalla mia sensibilità di giovane abituato agli sms e non alle genealogie ma c’ho pensato ugualmente e mi son venute alcune domande che ora ti sottopongo in attesa di discuterne assieme. Il testo parla della “genesi” di Gesù Cristo. Ma qual è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Matteo il grande,</p>
<p>ti confesso che hai iniziato con un testo lontano dalla mia sensibilità di giovane abituato agli sms e non alle genealogie ma c’ho pensato ugualmente e mi son venute alcune domande che  ora ti sottopongo in attesa di discuterne assieme.</p>
<ol start="1" type="1">
<li>Il      testo parla della “genesi” di Gesù Cristo. Ma qual è la genesi di      Cristo?(1,1) La questione mi affascina e mi turba. Pensare Cristo come uno      di noi, della nostra schiatta, in tutto come noi, mi affascina perché      avere un “collega” così ci rende tutti migliori, ma mi turba la sua “diversità”      che rimanda a concetti religiosi difficili. Provo a sintetizzarli. La tesi      della Bibbia sarebbe più o meno questa: Il mondo non è del caso, è stato      fatto da un Altro, ma la gente sfugge di mano al suo creatore e solo pochi      lo riconoscono e allora il “capo” sceglie un popolo, gli ebrei partendo da      Abramo padre del popolo “eletto&gt;.       Anche questo popolo non capisce e alla fine di “6 settimane” arriva      Lui, il figlio di Giuseppe da Maria. Di lui tu mi dici che è il vertice e      la conclusione di una storia, è l’ atteso ma questa “genesi” di Gesù la      posso capire solo per fede accogliendo l’idea della “Storia della Salvezza”      raccontata nella Bibbia.. Questo mi turba. E continuo a chiedermi: è uno      di noi, uno dei tanti che ha attraversato le generazioni della storia o è      davvero l’ultimo, l’unico, il compimento, addirittura il termine della      evoluzione dell’ umanità e del cosmo? Non sto esagerando a dire questo di      Gesù e mi sto costruendo una ideologia religiosa fondata sul niente? Anche      perché dopo di Lui, in questi duemila anni,  non sembra sia cambiato granché tra la gente!</li>
<li>Ho      letto in questo brano tanti nomi stranissimi e difficili da pronunciare!      Nomi, nomi, nomi strani ed unici ad un tempo ed anche questi nomi per un      verso mi affascinano e per un altro mi turbano.. Penso al fatto che nella      storia, in ogni storia di persone, ogni volto, ogni nome è importante, è      unico e irrepetibile e non sono per niente tentato dalla teoria della      reincarnazione. La linea delle generazioni è retta e non un cerchio o una      spirale. Siamo unici e irrepetibili, ciascuno un tratto indispensabile      nella storia e nella vita e mi affascina anche il fatto che, per quanto ne      conosca, pochi di quei nomi, ( almeno quelli che ho rintracciato cliccando      su Google) non sono affatto eccezionali, anzi sono tipi ghiotti per i      giornali di cronaca o per la vita in diretta. Abramo che non può avere      figli e trova rimedi antichi di fecondazione “artificiale”; Tamar che i      figli li vuole da Giuda e si finge prostituta e lui ci casca subito, Rut è      una donna vedova immigrata che fa di tutto per sposare il possidente del      paese; Davide il grande re che ha ucciso Golia trova il suo successore      Salomone rubando la moglie di un suo soldato che poi fa uccidere per      coprire il tradimento. Quasi a dire che ogni volto vale con la sua storia,      le sue ferite, il suo passato.</li>
<li>Cio      che mi turba? E’ credere che attraverso queste storie ci sia davvero una      storia di salvezza di cui un Padre tesse i fili, una storia bella che va      verso il compimento perché”Lui “sa scrivere dritto nelle linee storte      delle persone. Ma faccio fatica a vedere due storie imbricate assieme e      che dentro la storia con la minuscola ci sia la storia con la maiuscola.      Allora anche ciascuno di noi è solo apparentemente libero perché è un      gradino di una storia che un Altro sta tessendo? Come si concilia la “storia      degli uomini” con la “storia della Salvezza”? E Gesù è l’anello decisivo      di questa storia? Fatemi capire per favore?</li>
<li>Scusate      mi stavo dimenticando: Gesù, se ho ben capito, è un ebreo puro sangue con      tutta una genealogia ebraica. Ma qual è il legame tra gli ebrei e i      cristiani? Sembrano parenti stretti. E allora come si spiega      l’antisemitismo che ho studiato in storia e che ancora qua e là serpeggia?      Per non dire che tutta la prima parte della Bibbia è la stessa degli      Ebrei. Mi fermo qui ma più ci penso, più mi vengono domande e siamo appena      alla prima pagina&#8230;</li>
</ol>
<p>Appena posso ne parlo con  te “Matteo il grande”</p>
<p>Ciao1  da “Matteo il giovane”</p>
]]></content:encoded>
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