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	<title>Santa Famiglia - Comunità Parrocchiale Fano &#187; Documenti</title>
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		<title>Pastorale familiare</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 21:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Le relazioni degli incontri tenuti da don Mauro Bozzola e don Marco Bozzola. la_famiglia_soggetto_di_pastorale la famiglia inviata ad evangelizzare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le relazioni degli incontri tenuti da don Mauro Bozzola e don Marco Bozzola.</p>
<p><a href="http://www.santafamiglia.info/wp-content/uploads/2011/04/la_famiglia_soggetto_di_pastorale.doc">la_famiglia_soggetto_di_pastorale</a></p>
<p><a href="http://www.santafamiglia.info/wp-content/uploads/2011/04/la-famiglia-inviata-ad-evangelizzare.pdf">la famiglia inviata ad evangelizzare</a></p>
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		<title>Rinnoviamo la pastorale giovanile</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 07:47:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Linee pastorali]]></category>
		<category><![CDATA[Piccolo Sinodo 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco la traccia definitiva che utilizzeremo come documento preparatorio al &#8220;Piccolo sinodo&#8221; che dal 21 al 31 maggio dedicheremo all&#8217;emergenza/opportunità educativa. Sono appunti tratti dal convegno ecclesiale di Verona a cui abbiamo aggiunto una serie di domande utili alla riflessione e alla preparazione degli incontri di fine maggio, di cui presto vi faremo avere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la traccia definitiva che utilizzeremo come documento preparatorio al &#8220;Piccolo sinodo&#8221; che dal 21 al 31 maggio dedicheremo all&#8217;emergenza/opportunità educativa. Sono appunti tratti dal convegno ecclesiale di Verona a cui abbiamo aggiunto <strong>una serie di domande</strong> utili alla riflessione e alla preparazione degli incontri di fine maggio, di cui presto vi faremo avere il programma dettagliato.</p>
<p>Chiunque sia mosso anche da un piccolissimo desiderio di aggiungere qualcosa, di contribuire con un proprio pensiero o una propria critica costruttiva lo può fare attraverso i commenti sotto questo articolo, oppure inviando una email a <a href="mailto:piccolosinodo@santafamiglia.info">piccolosinodo@santafamiglia.info</a>.<br />
Tutto quanto appunterete sarà motivo di riflessione nelle riunioni che faremo <strong>tutti i lunedì </strong><strong>sera </strong>nel mese di maggio <strong> alle 21,30</strong> dopo la messa a Casa Nazareth, incontri in preparazione al &#8220;Piccolo sinodo&#8221; a cui <strong>voi tutti</strong>, giovani, educatori, genitori, insegnanti&#8230; <strong>siete calorosamente invitati</strong>.</p>
<p><a href="http://www.santafamiglia.info/wp-content/uploads/2010/05/rinnoviamo-la-pastorale-giovanile.pdf"><img class="size-full wp-image-820 alignnone" title="rinnoviamo-la-pastorale-giovanile-1" src="http://www.santafamiglia.info/wp-content/uploads/2010/05/rinnoviamo-la-pastorale-giovanile-1.gif" alt="" width="565" height="994" /></a></p>
<p><a href="http://www.santafamiglia.info/wp-content/uploads/2010/05/rinnoviamo-la-pastorale-giovanile.pdf"><img class="alignleft size-full wp-image-808" style="border: 0pt none;" title="rinnoviamo-la-pastorale-giovanile-1" src="http://www.santafamiglia.info/wp-content/uploads/2010/05/rinnoviamo-la-pastorale-giovanile-1.jpg" alt="" width="200" height="283" /></a><a href="http://www.santafamiglia.info/wp-content/uploads/2010/05/rinnoviamo-la-pastorale-giovanile.pdf"></a></p>
<p><strong>Per continuare la lettura</strong><br />
<a href="http://www.santafamiglia.info/wp-content/uploads/2010/05/rinnoviamo-la-pastorale-giovanile.pdf">Scarica e leggi documento PDF</a></p>
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		<title>Saluto ai fratelli musulmani</title>
		<link>https://www.santafamiglia.info/2009/09/saluto-ai-fratelli-musulmani/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 06:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>

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		<description><![CDATA[L’apertura del nono mese dell’anno lunare musulmano, mese in cui fu rivelato il Corano, quello di Ramadan, costituisce per voi un momento di grande intensità spirituale e noi cristiani della parrocchia S. Famiglia vorremmo che ci sentiste vicini così come crediamo possa essere bello per noi sentire la vostra vicinanza in occasione delle festività religiose cristiane durante le quali, nel corso dell’anno, ricordiamo i fondamenti della nostra fede...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #888888;"><span style="font-size: medium;"><em>Commissione della Diocesi di Fano per il Dialogo tra le religioni.<br />
Comunità parrocchiale Santa Famiglia &#8211; via Guarnieri  Fano.</em></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #888888;"><span style="font-size: medium;"><em> </em></span></span></p>
<p style="text-align: center;">
<p>Cari fratelli musulmani</p>
<p>L’apertura del nono mese dell’anno lunare musulmano, mese in cui fu rivelato il Corano, quello di Ramadan, costituisce per voi un momento di grande intensità spirituale e noi cristiani della parrocchia S. Famiglia vorremmo che ci sentiste vicini così come crediamo possa essere bello per noi sentire la vostra vicinanza in occasione delle festività religiose cristiane durante le quali, nel corso dell’anno, ricordiamo i fondamenti della nostra fede.</p>
<p>Crediamo infatti sia possibile sentire la nostra reciproca vicinanza nella preghiera che i credenti nell’unico Dio rivolgono al Padre comune; la preghiera infatti costituisce per tutti noi la manifestazione più efficace della vicinanza di Dio al genere umano, preghiera che  per entrambi le nostre religioni si nutre della lettura e meditazione delle Scritture Sante che i credenti ritengono ispirate da Dio: il Corano per Voi, la Bibbia per noi.</p>
<p>Crediamo sia altresì possibile sentire la reciproca vicinanza quando nutriamo, uomini e donne di diversa religione, sentimenti di rispetto, di riconciliazione, di perdono: la misericordia sappiamo essere anche nell’Islam uno degli attributi di Dio, uno dei suoi novantanove nomi, e anche per noi è la Parola più forte che Gesù ha pronunciato in punto di morte verso i suoi persecutori.</p>
<p>L’amore infine costituisce la dimensione più concreta di questa reciproca vicinanza; quell’amore che Dio ha donato gratuitamente all’uomo e che ci consente, nella diversità di cultura e religione, di  rispettarci e di aiutarci come fratelli chiamati a vivere in pace. Quest’amore fraterno scaturisce certamente dall’amore per Allah  che voi testimoniate in questo tempo sacro del ramadan e noi umilmente  traiamo dall’amore per Gesù Cristo  che crediamo morto e risorto per la salvezza dell’umanità.</p>
<p>Una vicinanza che ci piacerebbe di poter concretizzare , se credete, nei prossimi mesi con un incontro  in cui alcuni maestri cristiani e mussulmani possono spiegarci l’importanza e la pratica della preghiera nelle rispettive religioni così da avviare un confronto utile e importante .</p>
<p>Una vicinanza che costituisce una delle caratteristiche essenziali delle nostre religioni ed una testimonianza fondamentale per l’umanità in cerca di Dio in questo nostro occidente così lacerato.</p>
<p>Un cordiale saluto</p>
<p>La comunità della S. Famiglia</p>
<p>Fano, 21 agosto 2009.</p>
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		<title>Teologia e etica della creazione</title>
		<link>https://www.santafamiglia.info/2008/08/teologia-e-etica-della-creazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 10:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Le relazioni in formato PowerPoint di Don Karl Golser a Lappago il 26 agosto 2008 Scarica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le relazioni in formato PowerPoint di  Don Karl Golser a Lappago<br />
il 26 agosto 2008</p>
<p><a href="http://www.santafamiglia.info/archivio/relazioni-golser.zip">Scarica</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Omelia del Vescovo Armando Trasarti</title>
		<link>https://www.santafamiglia.info/2007/12/omelia-del-vescovo-armando-trasarti/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 13:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Parrocchia Santa Famiglia 4a Domenica di Avvento Mt 1, 18-24 Nel cammino verso Betlemme e oggi verso l&#8217;incontro con il Signore, ci sono tanti percorsi e tante buone compagnie, da soli non si arriva da nessuna parte. Credo che qualche angioletto anche a noi parli, ma non ha le ali. Reputo che bisogna trovare qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parrocchia Santa Famiglia<br />
4a Domenica di Avvento<br />
Mt 1, 18-24</p>
<p>Nel cammino verso Betlemme e oggi verso l&#8217;incontro con il Signore, ci sono tanti percorsi e tante buone compagnie, da soli non si arriva da nessuna parte.<br />
Credo che qualche angioletto anche a noi parli, ma non ha le ali.<br />
Reputo che bisogna trovare qualche angelo nella propria vita per farci coraggio.<br />
Abbiamo trovato in questo periodo Isaia come il profeta della speranza; abbiamo trovato Maria come icona dell&#8217;accoglienza, dell&#8217;obbedienza della fede, la &#8220;tutta&#8221; di Dio, immacolata, tutta serva di Dio; abbiamo trovato il Battista colui che fa strada ma si mette da parte, quella chiesa che conduce ma non invade la presenza di Dio, non diventa padrona di Dio.<br />
Noi non attraiamo a noi stessi ma dobbiamo condurre al Signore, noi ci fermiamo alla soglia del talamo della fede. Il Battista ci ha raccontato questo, abbiamo trovato anche la crisi del Battista domenica scorsa.<br />
Il dubbio &#8221; &#8230; può essere che il Cristo arrivi così in punta di piedi? &#8230; dov&#8217;è questo Dio che ripulisce l&#8217;aria dal peccato e brucia?&#8230;&#8221;.<br />
Oggi la figura di Giuseppe è dominante e credo debba essere rivalutato nelle chiese, è troppo poco &#8220;parlato&#8221; anche perché Giuseppe non ha grazie particolari, è uno di noi, infatti, si dice che Gesù è figlio di Maria e di Giuseppe il carpentiere. Mi pare che noi siamo nella normalità della vita, non abbiamo illuminazioni specialissime.</p>
<p>Qual è la caratteristica di Giuseppe? Matteo lo definisce &#8220;uomo giusto&#8221;. Non vuoi dire che non rubava, l&#8217;uomo giusto è quello che dà il giusto tributo a Dio, quindi dà il giusto tributo agli uomini. La giustizia prima si dà a Dio, chi è superbo non è giusto perché occupa il posto di Dio.<br />
Uomo giusto. A Giuseppe è capitato qualcosa di drammatico, non è stata una cosa bella, quanti sorrisi avrà visto questo povero uomo, quante battutine ironiche avrà sentito, quanta derisione, cosa avrà detto alla sua famiglia, quale futuro con questa ragazza madre.<br />
Racconta il beato Charles de Foucault che capì il dramma dell&#8217;annunciazione quando nel Tuareg era andato un annetto un po&#8217; più all&#8217;interno per fare deserto nel deserto, aveva incontrato delle persone e anche una ragazzina che era promessa sposa; dopo la promessa deve passare un anno prima del matrimonio nel mondo arabo, perché così c&#8217;è la certezza di non avere figli da altri. Quando è tornato ha chiesto di quella ragazza, com&#8217;era andato il matrimonio, dov&#8217;era andata a vivere ma tutti tacevano, era sorpreso. Allora chiese ad un vecchietto in privato, perché in pubblico queste domande non si potevano fare, che cosa era successo e perché tutti tacevano. Il vecchietto rispose &#8221; &#8230;caro padre, era stata trovata incinta ed è stata uccisa a sassate&#8230;&#8221;, e dice Charles de Foucault nel suo diario &#8221; &#8230;. ho capito il dramma di Maria e l&#8217;umiliazione di Giuseppe; l&#8217;ho capito nel XX secolo e da allora non ho pensato più con tanto sentimentalismo la chiamata di Maria e l&#8217;incarnazione del suo figlio unigenito; ho capito il dramma&#8230;&#8221;.</p>
<p>Ecco allora qui si incunea la storia di Giuseppe, l&#8217;uomo dalle labbra mute, dicono i Padri, ma da fede certa. L&#8217;uomo che si trova in un mistero più grande di lui, che si trova a far compagnia a un mistero più grande di lui, che ogni tanto ha bisogno di dormire o meglio di capire nel profondo, che ogni tanto ha bisogno di qualche angelo, di qualche buona notizia, di qualche compagnia positiva per scuotersi. Lo troveremo anche nella fuga in Egitto quando viene svegliato dall&#8217;angelo che gli dice &#8221; &#8230;alzati prendi con te il bambino e la madre&#8230;&#8221; (nemmeno dice: &#8220;prendi con te tuo figlio!&#8221;) Che cosa ci richiama Giuseppe? La fede di Abramo, di Maria, anche le opportunità di fede nostra, fede non facile. Anche noi a volte siamo come Giuseppe, anche noi abbiamo tante storie di fatiche.<br />
Penso ad una storia che mi è capitata prima di partire per Fano, di una signora che aveva già tre figli e uno inaspettato in arrivo. La suocera è molto contrariata vista l&#8217;età non più giovanissima, ma questa mamma si domandava quale futuro avrebbe avuto per sè e per il figlio; io le dico di fidarsi. Questa è la fede di Giuseppe. Poi la natura ha fatto il suo decorso negativo con un aborto naturale, la famiglia è stata tutta contenta ma lei è andata in crisi. La suocera aveva risolto il problema di coscienza, &#8220;non basta essere anziani per essere saggi&#8221;.</p>
<p>Penso ad una persona che debba perdonare perché ha avuto un torto dalla vita; non fare vendetta, fidati, la fede di Giuseppe. Penso alla storia di noi preti, alle aridità spirituali; facciamo tanto ma non raccogliamo molto; anche questa è la fede di Giuseppe. Penso alla professione della vita, l&#8217;equilibrio che metti, l&#8217;onestà, l&#8217;esperienza di chiarezza, di correttezza, qualcuno invece che con la furbizia ti passa avanti e tu sei nel dubbio, &#8220;rimetto la mia giustizia, la rimando a casa oppure vado avanti?&#8221;. Penso ai genitori quando hanno fatto molto e non vedono frutti; dicono&#8230;vale la pena?<br />
E&#8217; la fede di Giuseppe!!<br />
La fortuna sarà se ognuno di noi in questa fede oscura, in questa obbedienza ad occhi chiusi trova un angelo, una bella compagnia!! La chiesa dovrebbe diventare l&#8217;angelo che ti sostiene e che ti dà forza; la bella notizia.<br />
Anche Maria ha avuto una fede oscura ma il buon Dio a lei ha permesso di confrontarsi &#8221; &#8230;vedi anche tua cugina Elisabetta che è avanti nell&#8217;età ha avuto qualcosa di grandioso&#8230;&#8221;; lei corre a verificare ed a testimoniare.<br />
Anche Maria ha avuto un angelo; è la bella compagnia della fede. Quando nella vita ti senti sconfitto, quando la fede ti pare decadente, quando il bene sembra non produrre niente di buono&#8230;.trova un angelo!!!! Non trovare uno più depresso di te, quello che una volta si chiamava la bella compagnia! Che non è peccato averla, però se tu sei zoppo e cammini con uno zoppo, cadete tutti e due.<br />
Cerca uno che cammina dritto più di te.<br />
Nelle chiese, nelle comunità ci sono gli angeli; ci sono le tenerezze che ci supportano e ci aiutano a non soccombere nella fede oscura.</p>
<p>Oh come mi piace Giuseppe!! Come dovremo rivalutarlo!! Troppe volte troviamo Maria ed il bambino e ci scordiamo di Giuseppe ma egli è ognuno di noi.<br />
Questo ci permette di capire anche la prima lettura.<br />
Acaz è in un momento delicato, ha paura, il suo regno è traballante; egli non è un uomo forte.<br />
Lui tentava accomodamenti nell&#8217;ambiguità, voleva allearsi con i potenti, anche a costo di liquefare l&#8217;esperienza religiosa e a quel tempo bastava un alleanza esterna, una religiosità ambigua ed il tempio andava alla deriva.<br />
Il profeta gli dice di chiedere un segno ma Acaz non vuole tentare Dio.<br />
Sembra un uomo di fede ma è un uomo superbo perché ritiene di avere la soluzione.<br />
Anche lui aveva i suoi angeli, i potenti, le sicurezze; il Signore gli dava l&#8217;angelo, l&#8217;Emmanuele, il &#8220;Dio con noi&#8221;; colui che ti aiuta a capire la compagnia, il Dio della tua vita.<br />
Anche noi siamo tentati come Acaz, nei problemi difficili della vita, di essere non coerenti, di ammiccare alle soluzioni facili per problemi complessi ed onesti.<br />
Quante volte siamo nella fede debole di Acaz, non vogliamo seguire il Signore e cerchiamo accomodamenti.<br />
Oh Giuseppe come ci sei importante!! Aiutaci nelle fedi oscure!! Ogni uomo di chiesa troverà le notti oscure della fede; tutti i grandi santi hanno trovato le notti oscure.<br />
Quando la vita ti piega, quando il bene è umiliato, quando il male è osannato, quando l&#8217;onestà sembra derisa, quando la disonestà ha grandi compagnie, quando l&#8217;esperienza religiosa pur faticosa ti sembra non appoggiata mentre altre esperienze sembrano osannate: trova un angelo!!  E aggiungo&#8230;non temere!!<br />
E&#8217; una delle parole più usate sia nell&#8217;antico che nel nuovo testamento; lo sentiamo tante volte questi giorni, lo abbiamo sentito nella festa della Madonna, lo abbiamo sentito strutturalmente non in maniera precisa nel Battista, dove gli si dice di non aver paura del carcere per la fede; lo sentiamo oggi in Giuseppe, lo sentiremo la notte di Natale ai pastori, lo sentiremo di riflesso la messa terza di Natale: &#8220;non aver pau ra della luce, non nasconderti alla luce, non temere&#8221;; noi uomini di chiesa dovremmo ridare coraggio, Dio non si è scordato di te, non ti dà pesi che tu non puoi portare, non ti mette su strade che tu non puoi percorrere.<br />
In qualsiasi professione di vita, famiglia, consacrato, prete, diacono, giovane: non temere&#8230;fidati di Dio!!<br />
Ma attento non presumere di farcela da solo: trova gli angeli!!<br />
Trova gli angeli che ti fanno vedere in positivo, quelli che ti aiutano a conoscere la verità.<br />
Non trovare diavoletti che infangano le speranze già morte.<br />
Non trovare quelli che ti scoraggiano e che hanno più difficoltà di te; non quelli che ti portano alla deriva. Il Signore non li fa mancare gli angeli, solo che bisogna avere l&#8217;occhio pulito, l&#8217;occhio trasparente.</p>
<p>Giuseppe come ci sei necessario in questa vita così sbrindellata, in queste scelte così fragili, nei nostri percorsi un po&#8217; melliflui, non rigidi. ..non temere!! Dice la sacra scrittura nei passi paralleli &#8221; &#8230;diventa virile&#8230;sii uomo nella vita &#8230;hai fatto delle scelte&#8221;.<br />
Non temere! Dio non ti delude, Dio non è venuto a deludere gli uomini e presto o tardi a chi lo attende, Dio risponde.<br />
Chiunque di noi ha fatto cammini di fede, vocazionali ed anche professionali da credenti, avrà sperimentato delle grandi aridità e delle delusioni cocenti; eppure chi ha avuto pazienza ha raccolto frutti inaspettati. &#8220;Non temere Giuseppe&#8230;non temere fratello, sorella, Dio sta ai patti; non paga sempre ma non dimentica&#8230;iI centuplo quaggiù e la vita eterna&#8221;.<br />
Ci sarà una chiesa che saprà contare il centuplo quaggiù? lo presumo di sì.<br />
Giuseppe aiutaci nella pazienza e aiutaci anche a tenere la bocca chiusa quando la vita sembra darci durezza, e aiutaci ad essere uomini nelle scelte di cui non sappiamo bene la fine, ma sappiamo la partenza; se Dio chiama, ci darà le compagnie giuste e darà la risposta giusta per mantenere le promesse.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>OMELIA DON ORESTE 27.10.07</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 11:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardando la Parola di Dio oggi mi viene da collegarla a tre parole: simpatia, sintonia e sinfonia. Abbiamo sempre detto che bisogna avere un incontro simpatico con Cristo, ma quand&#8217;è che uno ti è simpatico? Quando praticamente quel che sente lui lo fa risuonare a te e diventa colui che tira fuori la parte più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardando la Parola di Dio oggi mi viene da collegarla a tre parole: <strong>simpatia</strong>, <strong>sintonia</strong> e <strong>sinfonia</strong>.<br />
Abbiamo sempre detto che bisogna avere un incontro simpatico con Cristo, ma quand&#8217;è che uno ti è simpatico? Quando praticamente quel che sente lui lo fa risuonare a te e diventa colui che tira fuori la parte più bella di te. Guardate quanto è simpatico il Signore e il mondo oggi ne ha tanto bisogno!<br />
Prendete in mano la lettura: che risonanza crea dentro di voi? Oggi è di una grande semplicità la Parola di Dio, si capisce molto bene secondo me.</p>
<p>Il Signore sa distinguere il bene e il male, però non fa preferenza di persona,  ma guarda invece dentro il cuore. Uno che fa così ti è simpatico! Dici: “ma guarda che tipo”! Sto con Lui, perché anch&#8217;io sento questo, magari non ce la faccio a viverlo, però sto con Lui. Simpatia.</p>
<p>“Non è parziale con nessuno contro il povero”. Il povero è debole, fragile nelle sue condizioni di vita. Mi ricordo che all&#8217;inizio del mio ministero sacerdotale, dopo 5 giorni dall&#8217;ordinazione sacerdotale (il 29 giugno 1949) il vescovo mi mandò a S. Niccolò al porto. Venne da me un uomo disoccupato, sposato, senza lavoro e mi chiese di aiutarlo a trovare lavoro. Io andai dal Senatore Silvestrini, un Senatore della D.C., un uomo molto conosciuto, potente. Andai da lui e venne con me anche quest&#8217;uomo. Io parlai con il senatore sempre in italiano e l&#8217;uomo stava zitto. Quando sono uscito mi ha detto: “Voi potete fare di noi quel che volete, tanto noi non capiamo niente. Io non ho capito neanche una parola di quello che avete detto”. Ho capito allora chi è il povero.</p>
<p>Il Signore non è parziale con nessuno contro il povero, cioè la dignità dell&#8217;uomo non viene dal fatto che è santo, che è buono, che è misericordioso, come l&#8217;indegnità non viene dal fatto che è peccatore, ma la dignità dell&#8217;uomo viene dal fatto che è figlio di Dio, e quindi sia il santo che il peccatore non perdono mai la loro dignità e non ne acquistano di più. Il santo vive nella gioia dell&#8217;unione con Dio.</p>
<p>Una persona che non è mai parziale con il povero, con chi viene calpestato, com&#8217;è? Simpatica! Vorresti stare sempre con lei. Vero?<br />
E&#8217; bellissima la Parola. “Ascolta la preghiera dell&#8217;oppresso”. Io chiedo sempre una preghiera al povero perché sono sicuro che entra per primo in cielo perché il povero, l&#8217;oppresso, per natura sua non è presuntuoso. Anche il povero allora diventa simpatico, anche se talvolta ti sputa. Un incontro simpatico con Cristo allora vuol dire che ciò che è in Lui risuona in noi. Allora non perdo tempo.</p>
<p>“Non trascura la supplica dell&#8217;orfano né della vedova quando si sfoga nel lamento”. Pensate a tutti gli orfani che non possono stare con i loro genitori, e quanti ce ne sono di orfani con i genitori vivi: la vocazione che abbiamo ce li fa vedere. Com&#8217;è grande la preghiera che sale dall&#8217;orfano!</p>
<p>“La preghiera del povero giunge al suo volto”. Ti è simpatico il Signore?</p>
<p>La preghiera dell&#8217;umile penetra le nubi: finché non sia arrivata non si contenta, non desiste finché l&#8217;Altissimo non sia intervenuto rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l&#8217;equità. Il Signore è giusto, non pende né da una parte né dall&#8217;altra e ristabilisce l&#8217;equità. Come ti trovi con Uno così? Ti guarisce. E&#8217; molto simpatico! Ti rapisce il cuore. Ti stacca dal peccato. E&#8217; vero o no?</p>
<p>Veniamo alla Seconda Lettura. Simpatico deriva da “simul parti”, parola latina che vuol dire “sentire insieme”, coincidere nel sentimento, coincidere l&#8217;uno nell&#8217;altro, e ti toglie dalla solitudine. Se vedi sono tutti atti di giustizia e solo nella giustizia tu e Lui, il Sommo e il Giusto, siete insieme. Io dico sempre che il cuore dei giovani batte per Cristo. Ne ho la certezza più assoluta. Anche il cuore dei più lontani, anche di quelli che spaccano tutto! Se senti il cuore di Cristo che batte in te, diventi simpatico. E&#8217; qui il punto centrale.</p>
<p>Dice bene S. Agostino che nell&#8217;ordine dell&#8217;essere la fede viene prima di tutto, ma nell&#8217;ordine del vivere prima viene l&#8217;amore, agapao, la carità, l&#8217;amore purissimo, cioè se vuoi far conoscere Cristo, non renderlo brutto, antipatico, che non lo è, ma rendi la Sua bellezza e simpatia essendo giusto. Allora il cuore dei giovani rinasce alla vita per le opere di giustizia. Quando pensate alle nostre case famiglia, a tutte le realtà di accoglienza, pensate che colpo d&#8217;occhio sono per i giovani. Marinella dimmi se è vero o no. In fondo è Cristo che fa brillare, vivere e sentire forte il cuore dei giovani, perché il loro cuore non è sclerotizzato e incancrenito come quello dei vecchi. Questo rende simpatico Cristo, perché è il core di tutti. Tutti possono dire: “Gesù, il mio cuore”!</p>
<p>Il Salmo 33 dice: “giunge al tuo volto, Signore, il grido del povero”. Se sono vicino al Signore sento il grido del povero, se sono vicino al Signore e non sento il grido del povero, vuol dire che c&#8217;è qualcosa che non funziona e il mio modo di stare con Lui va revisionato. Son diventato sordo. Siccome il grido del povero giunge al Suo volto, vuol dire che ci si guarda negli occhi, non puoi nascondere ciò che è dentro di te. Se vivi in questa realtà continua, hai trovato la libertà. La libertà è essere sé stessi ed essere quindi tutto bene senza alcun male.</p>
<p>La Seconda Lettura: anche qui è simpatico il Signore. Il termine della vita su questa terra non è una sciagura, ma è un passaggio. Certo che se io sono attaccato alle cose di questa terra che mi illudono sempre&#8230; Quando trovi una cosa nuova ti fa sentire una sensazione bella, ti illudi, come me la prima volta che ho avuto l&#8217;orologio: come sono stato contento! E poi il giorno dopo era soltanto un pezzo di ferro che mi dava fastidio: la delusione. Invece il Signore non ti delude mai perché se tu hai camminato sempre in simpatia con Lui, la morte diventa un desiderio di incontrarti con Lui come San Paolo che dice: “Per me vivere è Cristo”. Come per la Sandra.<br />
“E&#8217; arrivato il tempo di sciogliere le vele, di partire da questa terra. Il mio sangue sta per essere sparso in libagione (sacrificio), è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Cosa mi resta desso? La corona di giustizia”, perché tutta la sua vita si era trasformata dall&#8217;ingiustizia alla giustizia che è l&#8217;essenza dell&#8217;esistenza umana. Adesso il Signore che è Giusto Giudice mi consegnerà la corona di giustizia. La corona che veniva data nello stadio ai corridori vincitori dei giochi di Olimpia era o di alloro o di pino o di ulivo ed era il simbolo per dire: “Hai corso bene!”.</p>
<p>E&#8217; la gioia del Padre che incontra il figlio. Il Signore nel giorno in cui io arriverò, mi riconoscerà e entrerò per sempre col Padre con cui sono stato per tutta la mia vita.</p>
<p>Lui aveva dato tutta la sua vita, più di così non poteva dare. Nella prima lettera ai Corinzi scrive tante cose. Era agli arresti domiciliari. Poteva tenere con sé una persona che lo servisse e aveva tenuto Onesimo che era fuggito da Filemone. Onesimo era uno schiavo,. Lo ha tenuto con sé e lo ha generato nelle sue catene.<br />
I convertiti cristiani lo hanno lasciato solo, eppure in quello che può sembrare il massimo dell&#8217;ingratitudine, si celebra il massimo del trionfo della fede. Ha dato tutto sé stesso nella purezza, nella gioia che si convertissero. Signore, tu sei il mio tutto!</p>
<p>Il Vangelo è stupendo. Gesù è molto simpatico. Il fariseo ha detto che non era come gli altri. Capita anche a noi di dire: “guarda che vagabondo quello!”. Accade quando due si mettono a mormorare. Si mettono in una sintonia terribile, cioè assumono lo stesso tono! Talvolta vi capita di dire male assieme di qualcuno, capita anche ai preti! Gesù ti insegna a dire: “Eccomi mio Dio! Sono peccatore, ma il peccato non è la mia morte, perché io sono più grande del mio peccato”.</p>
<p>Il Vangelo è estremamente semplice e parla tutto di simpatia. Questa simpatia produce la sintonia,  la stessa strada, lo stesso cammino. E quando questa sintonia viene compiuta con tutti i fratelli, raggiungiamo la sinfonia della vita, che vuol dire il canto assieme, il canto della vita. Cos&#8217;è la Comunità Papa Giovanni? E&#8217; una Comunità di gente simpatica perché è totalmente in simpatia con Cristo; è una Comunità di gente in sintonia per cui ha il sorriso sul volto perché il bene prevale sul male. Pensate a quando arrivano gli ultimi, i disperati, i carcerati, e il tuo cuore è in sintonia con quello di Gesù e in ognuno di loro incontri Gesù e quindi viene fuori una Comunità che è una sinfonia, la sinfonia di Dio. Questa sinfonia si ripercuote sugli altri.</p>
<p>Indovinate chi scrive questa lettera:</p>
<p>“Caro Don Oreste, sono una signora sposata nel 1998, ho 33 anni. Mio marito ha 43 anni. Abbiamo due bellissime bambine: una di quasi sette anni e l&#8217;altro di sette mesi. Siamo sempre stati bene, grazie a Dio. Siamo musulmani. Nell&#8217;anno 2007, dopo una serie di problemi, all&#8217;improvviso ci siamo trovati nella massima difficoltà: persino dovevamo lasciare la nostra casa. Abbiamo vissuto mesi d&#8217;inferno: stressati, avevamo dimenticato che Dio esiste sempre. Ci siamo rivolti a diverse persone per chiedere aiuto. Tra una proposta e l&#8217;altra è uscito il nome: casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII.</p>
<p>Un nuovo nome: non pensavo che esistesse una cosa simile! Ci siamo presentati in questo posto (scrive dalla Liguria). Non ero soddisfatta: piansi, urlai. Non avevo più la mia casa e soprattutto la mia privacy. Avevo deciso di non andare anche se mio marito era contento di avere trovato un tetto per noi e per i bambini. Poi iniziai a rendermi conto che lui aveva ragione. Di notte, piangendo, ho pregato Dio di aiutarmi a decidere pensando che anche se le persone che si trovavano nella casa erano cattoliche, mi avevano aperto la porta con un sorriso, con le braccia aperte, con sincerità, con dispiacere perché pativano per il nostro problema.</p>
<p>Il giorno dopo ho deciso di preparare le valigie e affrontare le cose con un cuore grande. Dopo aver vissuto pochi giorni in casa famiglia ho capito tantissime cose: non c&#8217;è differenza tra musulmano e cattolico, tra nero e bianco, tra ricco e povero. Ho capito che esiste la sincerità (la simpatia), il rispetto. Ho imparato che per affrontare tutto bisogna pregare Dio.</p>
<p>Per noi, don Oreste, stare in Comunità vuol dire tanto, mi è servito tanto. Ho imparato a rispettare. Ho imparato che nella vita esistono giorni bui e giorni sereni, quando ho vissuto i problemi degli altri ho capito che il mio non è immenso. Ho ringraziato Dio di tutto,  ho accettato gli ostacoli, ho deciso di sperare piano piano, con l&#8217;aiuto della famiglia che adesso è aumentata avendo conosciuto queste persone della Comunità”. Se sapeste chi sono questi fratellini accolti!</p>
<p>“Vorrei comunicare a tutte le persone che esiste l&#8217;aiuto, il bene, l&#8217;affetto, la sincerità e la condivisione. Non bisogna disperare: bisogna credere che esiste Dio ed esistono persone così, don Oreste, è tutto reale”.<br />
Questa casa famiglia è in Liguria. Chi è simpatico con Cristo rende Cristo simpatico.</p>
<p>Mercoledì 17, quando abbiamo festeggiato con i poveri in stazione, sono rimasto colpito di uno che è epilettico,  un giorno è caduto e i nostri fratelli lo hanno aiutato. Ha detto: “Mi sono venuti a prendere e mi hanno portato all&#8217;ospedale, mi hanno assistito salvandomi, e questa sera sono qui con voi, e sono contento che c&#8217;è (ha detto il nome di chi l&#8217;ha soccorso)”. Questo è rendere simpatico Cristo!<br />
Prendete questa lettera che è bella.</p>
<p>Riflettiamo un istante su simpatia, sintonia, sinfonia.</p>
<p>Ricordate tutti di Michel Roland che prima di andare dal Signore ha scritto la sinfonia della vita. E&#8217; proprio così la nostra Comunità. Ci state?</p>
<p>(trascrizione da registrazione a cura di Chiara Carosi)</p>
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