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	<title>Santa Famiglia - Comunità Parrocchiale Fano &#187; Redazione</title>
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		<title>A stasera&#8230; se vuoi</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 12:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi fratelli e sorelle della santa Famiglia venerdì alle 21 in punto , preghiamo e attualizziamo la Parola di Dio della Prima domenica di Avvento. Suggerisco questo schema: invocazione dello Spirito, introduzione alla Parola per 15 minuti, confronto in chiesa a piccoli gruppi per permettere  a tutti i fratelli di esprimersi e poi alle 22 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Carissimi fratelli e sorelle della santa Famiglia venerdì alle 21 in punto , preghiamo e attualizziamo la Parola di Dio della Prima domenica di Avvento. Suggerisco questo schema: invocazione dello Spirito, introduzione alla Parola per 15 minuti, confronto in chiesa a piccoli gruppi per permettere  a tutti i fratelli di esprimersi e poi alle 22 riportare in forma di preghiera le riflessioni e gli impegni che il Signore ci ha suggerito.</em></strong></p>
<p>Faccio mio il saluto di Paolo alla comunità di Corinto ringraziando il Signore per la comunità in cui mi ha dato di vivere  ( 2 lettura : prima Corinti 1,3-9)</p>
<p>Dio, nostro Padre, e Gesù Cristo, nostro Signore, diano a voi grazia e pace. Ringrazio sempre il mio Dio per voi, perché vi ha dato la sua grazia per mezzo di Cristo Gesù; attraverso di lui vi ha arricchito con tutti i suoi doni: tutta la predicazione e tutta la conoscenza. <sup>6</sup>Il Cristo che vi ho annunziato è diventato il solido fondamento della vostra vita. <sup>7</sup>Perciò non vi manca nessuno dei doni di Dio mentre aspettate il ritorno di Gesù Cristo, nostro Signore. <sup>8</sup>Egli vi manterrà saldi fino alla fine. Nessuno vi potrà accusare quando nel giorno del giudizio verrà Gesù Cristo, nostro Signore. <sup>9</sup>Infatti Dio stesso vi ha chiamati a partecipare alla vita di Gesù Cristo, suo Figlio e nostro Signore, e Dio mantiene le sue promesse.</p>
<p><em> </em><em>Nella prima lettura dal profeta Isaia mi hanno colpito queste parole:</em></p>
<p>SIGNORE TU SEI NOSTRO PADRE:NOI SIAMO ARGILLA E TU COLUI CHE CI PLASMA,TUTTI SIAMO OPERA DELLE TUE MANI. (Is 64,7) <em>Ho letto anche Geremia 18,1-6 e Giovanni 1 in cui si dice che tutto è stato fatto per mezzo del Verbo e senza di Lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste…..</em><em> </em></p>
<p><em>Nel Vangelo (Marco 13,33-37) mi ha colpito il rischio che Gesù tornando ci trovi addormentati e l’invito forte ripetuto ben quattro volte “ VEGLIATE</em>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho pensato dove potevo essere più vigilante nella vita personale  ma di questo ne parlerò con il confessore e dove come parroco potevo  vegliare di più: potevo vegliare di più sulla centralità della famiglia sostenendo insieme un amore grande nella coppia e un servizio gioioso nella chiesa, potevo essere più vigilante sull’educazione alla fede delle nuove generazioni, potevo essere più vigilante  sui problemi nuovi complessi spesso dolorosi delle famiglie..  potevo essere più vigilante nell’aiutare umilmente i fratelli e le sorelle a non avere paura del cambiamento che i tempi rendono urgente e necessario .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> Ho riletto queste parole del padre De Lubac: Le nostre idee invecchiano con noi, e questo è il motivo per cui non ce ne accorgiamo e rimaniamo poi stupiti quando spiriti più giovani non se ne entusiasmano, a loro volta , al pari di noi. Il progresso dello spirito non consiste in un prolungamento, ma in un rinnovarsi. </em></p>
<p><em>Ogni idea forte ha in se qualcosa di semplice e di nuovo: qualcosa che si tramanda , ma anche qualcosa che è un nuovo inizio.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> A stasera se vuoi</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Di ritorno dalla veglia del Papa</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Sep 2013 09:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Cogliere la realtà è osservarla piuttosto che descriverla a parole e presuppone un silenzio che in pochi sono disposti a “sopportare”. Dall&#8217;albero del silenzio pende il suo frutto, la pace. (A. Schopenhauer). Il Papa ci ha chiamati ai piedi di quella pianta e con discreto imbarazzo ci siamo dovuti accodare ad un popolo silenzioso; Nessuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cogliere la realtà è osservarla piuttosto che descriverla a parole e presuppone un silenzio che in pochi sono disposti a “sopportare”. Dall&#8217;albero del silenzio pende il suo frutto, la pace. (A. Schopenhauer). Il Papa ci ha chiamati ai piedi di quella pianta e con discreto imbarazzo ci siamo dovuti accodare ad un popolo silenzioso; Nessuno spettacolo! Solo un libretto di 90 (!!) pagine che  guidava un  silenzio a tratti  insopportabile. Non nascondo la mia disabitudine al silenzio. Piazza San Pietro   gremita di fedeli (…non strabordante come in tanti altri momenti a fronte di una città piena di gente e di locali  pieni confermano  che la crisi non è solo di natura economica) in un silenzio surreale  pone la domanda del senso stesso di quel “deserto” pieno di persone; ma abituati come siamo al peso  del fluire inarrestabile delle parole la realtà del silenzio ci imbarazza, ci fa storcere il naso all’insù; le riprese televisive hanno più volte colto il Papa in preghiera  stanco e prossimo all’addormentamento che, peraltro non ha fatto fatica a contagiarci. E’ la prima volta che torno a casa con un senso di “fatica” difficile da gestire perché in realtà il compito a casa che ci è stato affidato dal papa è inginocchiarci per elemosimare  la pace di cui abbiamo un gran bisogno e riconoscere che i  grandi cambiamenti  sono etero diretti; le nostre raffinate strategie lasciano il tempo che trovano; la pace è dura, come la realtà che non è come la vorremmo e non si ottiene   con strategie  a tavolino  o  scimmiottando i grandi profeti della storia ma cambiando noi stessi; è tempo di cambiamento; la realtà ci sta cambiando le carte in tavola; tutto cambia ma c’è una resistenza incredibile al cambiamento; ognuno, se con realismo guarda la propria vita non può che vedere addirittura  dei tratti regressivi, altroché rivoluzionari; don Oreste diceva  sempre : siate incendiari piuttosto che pompieri. se  guardiamo in faccia le nostre realtà famigliari, e tutti i luoghi che abitualmente tocchiamo con la nostra presenza, non possiamo far altro che metterci in discussione e riconoscere che  è da quel mondo che nascono le bombe che di volta in volta insanguinano le parti più impensate del mondo; c’è un legame stretto tra micro e macro storia, ormai non vi è alcun dubbio.</p>
<p>Oggi i mezzi di comunicazione amplificano a volte in maniera esagerata gli eventi tragici di una quotidianità che coinvolgono le famiglie, i ragazzi etc.; è come se il male inspiegabile e incredibile non avesse più paura di essere ostentato; madri che uccidono i figli, e viceversa  sono la punta di un iceberg che impone una riflessione sul cuore dell’uomo;</p>
<p>da sempre la chiesa studia questa patologia conoscendo, con il vangelo la sua fisiologia; oggi, i midia urlano ciò che da millenni viene raccontato nei confessionali ma i dati raccolti, ahimè vengono male interpretati spesso da figure professionali “accattivanti” e apparentemente sagge; il cuore dell’uomo non è spiegabile con singole branche scientifiche o filosofiche; solo lo sguardo rivolto a  “Colui che ha fatto il mondo” ( Così si intitola un bel libro di a. Zichici) può farci entrare nel merito; le librerie sono piene di “ nuovi stregoni” che  sembrano spiegare tutto a tutti; ad ogni esigenza c’è una risposta, poco importa se giusta o sbagliata, ma ciò che preoccupa è la perdita di contatto con i fondamentali della realtà; è di questi giorni la polemica ( nota da anni a chi è attento ai linguaggi ) a quella gravissima interpretazione che ad alcuni  fa sorridere ma a me impietrisce e cioè la abolizione dei termini Padre e madre  a favore di genitore 1 e genitore 2; una rivoluzione silenziosa, devastante e violenta ( soprattutto  per le generazioni future  che navigheranno prive di bussola) che ha un compito micidiale e cioè disconoscere la paternità delle paternità, quella di Dio che è l’unica capace di sostenere le sorti del mondo; una mina  quasi silenziosa  messa alle radici di un palazzo  che può crollare tutto più che una esplosione nucleare; abbiamo un compito straordinario irrinunciabile al di la della nostre piccolezze, i nostri difetti, le nostre incongruità ed è quello di ricostruire il vocabolario della vita   sia pure quello dei sinonimi e contrari  contrastando quell’antilingua che vorrebbe solo sinonimie e accattivanti menzogne passate per verità.</p>
<p>Ma c’è un passaggio cruciale che ci deve interrogare in maniera seria e non è facile( in primis per me): non è infatti, questo un compito esclusivamente personale ma di popolo; molte volte parliamo di cose vere ma  siamo di ostacolo alla verità; tante volte mi fermo a pensare se dietro il fiume di parole che ormai non ci costa neppure fatica a far scorrere c’è l’ incontro con una misericordia che non vuole “cancellare” ma indicare. Dunque la vera esigenza è di vivere questa passione per la verità come popolo; è un compito altrettanto difficile perché siamo abituati al devozionismo e al personalismo  (quanti di noi si perdono dietro ai predicatori che ci dicono di volta in volta quello che vogliamo, ); il grande B. XVI  il Papa che ha sorretto tre papati ( non ultimo l’attuale) nella catechesi del suo commiato  ha indicato nel popolo presente in piazza san Pietro la certezza che  Dio è li e la chiesa non finirà mai; mi guardavo intorno; e vedevo tanta gente normale, alcuni fastidiosi e rumorosi    altri assorti nella preghiera, ma il timone era in mani sicure pur nel clamoroso gesto; è la stessa esperienza che mi ha fatto cogliere la Macerata Loreto; nella notte un popolo che cammina con il proprio fardello sa di essere ben guidato e giunge sicuramente a destinazione. Purché ci si renda conto di dover seguire Qualcuno e non se stessi; la Chiesa  è questa garanzia . Continuo ad avere questa netta convinzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Francesco Amaduzzi</p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Agli amici delle tribù</title>
		<link>https://www.santafamiglia.info/2012/09/agli-amici-delle-tribu/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2012 10:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[cari amici grazie di questi anni e di aver potuto sempre con gioia e stupore ascoltare dalla vostra viva voce la parola di Dio! Grazie a nino che con certosina passione ha curato settimanalmente il prezioso servizio che ha rallegrato i cuori dei Padri del Concilio che a 50 anni dal paradiso vedono i frutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cari amici grazie di questi anni e di aver potuto sempre con gioia e stupore ascoltare dalla vostra viva voce la parola di Dio!</p>
<p>Grazie a nino che con certosina passione   ha curato settimanalmente il prezioso servizio che ha rallegrato i cuori dei Padri del Concilio che a 50 anni  dal paradiso vedono i frutti del loro lavoro di ridare in mano la bibbia a tutti i cristiani.</p>
<p>Vi esorto come fratello e padre a continuare la vostra auto-formazione cristiana con altri fratelli e sorelle che si uniscono a voi e con quei fratelli che a partire da me non hanno condiviso la vita delle piccole tribù.</p>
<p>Nell&#8217;anno della fede siamo tutti all&#8217;inizio, tutti principianti, tutti incapaci, senza lo Spirito, ad attualizzare la Parola,  tutti insieme sia chi ha cominciato prima sia chi dopo a scrutare le Sante Scritture, davvero tutti fratelli e sorelle cui il Signore ha usato misericordia, parlando ad essi come ad amici nelle sante Scritture per ammetterli alla Comunione con Lui!</p>
<p>Per rinnovare la vita occorre con franchezza cogliere i limiti di una esperienza anche importante come quella delle tribù :</p>
<p>eravamo gruppi troppo piccoli e spesso la fatica di preparare un testo ha appesantito i nostri incontri e messo in secondo piano la preghiera sul testo e il dialogo spirituale tra noi.</p>
<p>il calendario ci ha portato più a fermarci su quello che dovevamo &#8220;studiare&#8221; noi che appassionarci al testo e all&#8217;ascolto degli altri fratelli.</p>
<p>in alcuni di noi è mancato quella passione di &#8221; scrutare le sante Scritture&#8221; a tutto campo e in ogni circostanza  che porta come conseguenza una leggerezza e dolcezza nell&#8217;aprire la bibbia sia nella preghiera personale, 			nella preghiera dei Salmi, nel testo quotidiano del Vangelo del giorno, nella contemplazione della preghiera del cuore, nell&#8217;attualizzare con creatività i testi della domenica&#8230;</p>
<p>Facciamo invece tesoro delle cose belle che abbiamo vissuto in questi anni</p>
<p>la fatica e l&#8217;umiltà di illuminare una lettura continua dei testi sacri studiando tanti commentari e maestri che abbiamo conosciuto e utilizzando internet&#8230;.</p>
<p>la bellezza di vincere timidezze  e paure a dire la fede con la propria voce: un passo decisivo per la sopravvivenza del cristianesimo nel futuro!</p>
<p>la ricchezza e varietà dei carismi anche personali: ricordo momenti bellissimi e di una elevatezza spirituale straordinaria . Il padre impara dai figli!</p>
<p>la fedeltà di un gruppo di fratelli e sorelle è stata una grazia unica e rara nel panorama delle comunità  nate dopo il Concilio&#8230;</p>
<p>ripartiamo con gioia in questo anno della fede in cui facciamo esperienze nuove  con la speranza che terminato l&#8217;anno della fede possiamo riprendere con più gioia  il cammino ordinario della nostra lettura biblica</p>
<p>vi aspetto venerdì prossimo  21 settembre festa di san Matteo apostolo ed Evangelista per  rinnovare il mandato di membri delle tribù .</p>
<p>grazie di esserci stati e , se vorrete, di esserci ancora.</p>
<p>con affetto stima e gratitudine don vincenzo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appuntamento a stasera per riflettere sugli Esercizi Spirituali</title>
		<link>https://www.santafamiglia.info/2012/07/appuntamento-a-stasera-per-riflettere-sugli-esercizi-spirituali/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jul 2012 07:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[CARI AMICI SOLO QUALCHE APPUNTO SU CUI RIFLETTERE. INVITATE TUTTI QUELLI CHE ERANO A FOGNANO E QUELLI CHE NON SONO POTUTI ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ESERCIZI SPIRITUALI: PER LA FAMIGLIA è TEMPO DI TENEREZZA, DI FRAGILITA&#8217;  E DI PASSIONE</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TESTO BIBLICO più citato da don Mario &#8221; sono venuto perché abbiano la vita e l&#8217;abbiano in abbondanza&#8221; ( Giovanni 10,10)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Cristo offre a ciascuno di noi di realizzare la propria umanità liberandoci dalla invidia e rivalità verso l&#8217;altro e rendendoci adulti desiderosi di vita e libertà per tutti. A una cultura di competitività, rivalità e violenza subentra una cultura di fraternità, solidarietà e amore. Nasce una vita bella, vivibile, vissuta con i cinque sensi, passando progressivamente dai molteplici bisogni per abitare la casa dei nostri desideri.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>LIBRO DI RIFERIMENTO &#8221; La pazienza del nulla&#8221; ,  l&#8217;ultimo libretto di Arturo Paoli che don Mario considera un Profeta e di cui continua la sua passione per il Brasile  e i giovani della favelas.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Un uomo, il nulla e Dio. Il deserto come metafora del nulla che ogni uomo sperimenta: un lutto, una malattia, un’umiliazione, una esperienza di fragilità.. occorre ripartire dal nulla per imparare a pregare ed essere contemplativi, per essere liberi e capaci di stare in una fraternità.</em></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="140">
<tbody>
<tr>
<td width="138">
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="140">
<tbody>
<tr>
<td width="138">
<p><em> </em></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em> </em></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>UNA SPIRITUALITA’ DA PICCOLO FRATELLO DI CHARLE DE FOUCAULD  e anche  di qui l&#8217;amicizia fraterna con Arturo Paoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Charles de Foucauld mi sembrava interessante come modello per realizzare la missione del cristiano e della Chiesa non solo nel deserto di Tamanrasset ma anche nel deserto del mondo moderno: la missione tramite la semplice presenza cristiana, nella preghiera con Dio e nell’amicizia con gli uomini, credenti e non .</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>ALCUNI  FLASH DELLE NOSTRE CONVERSAZIONI SPIRITUALI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1. la necessità nella nostra vita di “ una interruzione” per non rotolarsi in continuazione.. la necessità di fermarsi per entrare nel profondo di se.. per ridefinire la rotta.. un errore di rotta ci conduce in altro paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2.Noi portiamo tesori in vasi di creta: di qui la necessità di interiorizzare le nostre scelte, di entrare con estrema sincerità nel nostro cuore e di riconciliarci con noi stessi e con le nostre ferite. Non vendere mai nulla di cui non abbiamo fatto un’esperienza personale.. noi preti- diceva – siamo a volte come agenzie turistiche  che preparano bei pacchetti di viaggio per andare in paesi dove noi non sono mai stati&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3.I bisogni e il desiderio. Corriamo dietro ai primi nascondendo il desiderio. I desideri fanno crescere il nostro essere, i bisogni fanno crescere il nostro avere.</p>
<p>Non correre dietro ai tanti bisogni che ci dominano. Chiediti qual è il tuo vero desiderio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. Amiamo la vita e viviamo con tutti i sensi; vivere non è semplicemente esistere.  Dobbiamo diventare adulti capaci di cogliere i segni di vita che emergono e scansare ciò che è moribondo o cadavere; adulti che si rinnovano e non come quelli che offrono un mazzo di fiori secchi ai giovani e poi si meravigliano che i  i giovani non li gradiscano.</p>
<p>Il fiume della vita ci è stato consegnato completamente, noi ci accontentiamo di una piccola pozzanghera e ci sguazziamo dentro. E&#8217; facile esistere il grande passaggio è vivere. Il semplicemente vivere è vivere con semplicità. L&#8217;interruzione aiuta a vivere, semplicemente vivere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5. Amiamo la vita a 360 gradi, in tutti i suoi aspetti, contempliamola con calma. La lentezza di Dio e la fretta del diavolo. Questo ci consente di strutturarci interiormente e nelle relazioni con  gli altri. La persona destrutturata non riesce a trovare stabilità nelle cose&#8230;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>6. Interiorità non è chiudersi in se stesso né trasformare la religione in intimismo  magari con una nota di estetismo sofferente .Per trovare la mia interiorità devo uscire da me e cercare, trovare l&#8217;altro. Ma solo crescendo nella nostra interiorità capiamo l&#8217;essere dell&#8217;altro. Sono importanti le esperienze solo se elaborate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7. Dovremmo favorire in tutti i modi, nel corso della vita anche spirituale, i processi di cambiamento. C’è un valore nel processo di cambiamento.  Il grande nemico del non cambiamento, è il sottile godimento nello stare male. Il male è sedersi sul bene raggiunto. Occorre elaborare le esperienze e cercare di capire quelle che stanno morendo o sono cadaveri spirituali in putrefazione da quelle che germogliano e indicano percorsi autentici di vita nuova. Le energie, nella famiglia e nelle persone, se non vengono investite implodono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>8. L&#8217;esperienza del nulla ci permette di ricostruirci. Noi siamo il nulla. La pazienza del nulla: tutto ciò che possiamo immaginare di buono, Dio lo ha già dato. L&#8217;esperienza del nulla arriva per tutti. Il nulla è diverso dal vuoto. Se sono nulla tutti gli altri sono miei fratelli. Il nulla è un punto di arrivo ma anche di partenza. Se io porto di me il nulla posso amare e dare all&#8217;altro il nulla che io sono. Chi è strutturato sul nulla ha bisogno di qualcuno su cui distendersi. Essere nulla ma preziosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chiara Petrillo</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jun 2012 17:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Se il punto di riferimento dei nostri giudizi non parte dalla realtà si rischia di crearne una artificiosa dove le parole esprimono solo astrazioni vuote e definizioni inutili. In questo contesto la stessa definizione di Credente o non credente, apparentemente così demarcabile, diventa semplicemente un inutile biglietto autoreferenziale che uno può esibire ma che a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--  /* Font Definitions */ @font-face 	{font-family:Times; 	panose-1:2 0 5 0 0 0 0 0 0 0; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;} @font-face 	{font-family:"?? ??"; 	panose-1:0 0 0 0 0 0 0 0 0 0; 	mso-font-charset:128; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-format:other; 	mso-font-pitch:fixed; 	mso-font-signature:1 134676480 16 0 131072 0;} @font-face 	{font-family:"?? ??"; 	panose-1:0 0 0 0 0 0 0 0 0 0; 	mso-font-charset:128; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-format:other; 	mso-font-pitch:fixed; 	mso-font-signature:1 134676480 16 0 131072 0;} @font-face 	{font-family:Cambria; 	panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;}  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-unhide:no; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:Cambria; 	mso-ascii-font-family:Cambria; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"?? ??"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Cambria; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} p 	{mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:Times; 	mso-fareast-font-family:"?? ??"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman";} .MsoChpDefault 	{mso-style-type:export-only; 	mso-default-props:yes; 	font-family:Cambria; 	mso-ascii-font-family:Cambria; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"?? ??"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Cambria; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} @page WordSection1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.WordSection1 	{page:WordSection1;} --></p>
<p>Se il punto di riferimento dei nostri giudizi non parte dalla realtà si rischia di crearne una artificiosa dove le parole esprimono solo astrazioni vuote e definizioni inutili. In questo contesto la stessa definizione di Credente o non credente, apparentemente così demarcabile, diventa semplicemente un inutile biglietto autoreferenziale che uno può esibire ma che a nulla giova. La vita quando ti accarezza inaspettatamente coi suoi momenti significative come il dolore e la morte improvvisamente mette le caselle al posto giusto senza il bisogno presentazioni .</p>
<p>Molti di noi in questi giorni hanno fatto parte di quella schiera di persone che è rimasta incollata a YouTube e commossa per la storia di una giovane madre (Chiara) che muore a 28 anni per un tumore dopo aver rinunciato a curarsi (e chissà… forse… a guarire) a favore del figlio che era in grembo dopo altre due gravidanze conclusasi con la morte neonatale di altri due bambini gravemente malformati ma attesi comunque come una grande benedizione Ma che cosa c’è di così importante in quella gravidanza che mette la propria vita tutta a sostegno di questo evento fino all’estremo sacrificio? Un atto di eroismo? La fede è li per chiederci “lo sforzo” dell’eroismo? E Perché dunque questa insistenza nel sostenere una vita anche quando né è prevista la fine entro mezz’ora dalla nascita? Quale ragione umana o quale ragionevolezza in tutto questo?</p>
<p>Molti immaginano il cristianesimo come una sorta di ‘’optional’’ necessario per rende la vita ‘’meno dura’’ inseguendo quindi un fine utilitaristico;… un oppio per intenderci, ma la vita ci insegna che non è così, sia la nostra vita dove il dolore non è risparmiato ma anche quella di nostro Signore che non ha avuto ‘’i saldi’’ del dolore umano; il prezzo lo ha pagato per intero.. Qualche anno fa ho fatto visita ad un opera d’arte a Napoli, che mi ha meravigliato per essere così sconosciuta e mi ha entusiasmato forse più della celebre Pietà di Michelangelo.; “Il Cristo velato”. è sconvolgente per l’intuizione dell’artista che scolpisce dal marmo la figura di un Cristo morto ricoperto di un panno( anch’esso di marmo) trasparente. La materia non ci può distogliere dal vedere oltre. In fondo anche Chiara ci dice questo e con parole di una semplicità incredibile ci dice che Dio ha messo dentro di noi la capacità di capire in maniera inequivocabile; l’uomo è un essere piccolo ma capace di Dio. Don Oreste qualche annetto orsono ci diceva sempre: “parlate della vita, sempre” perché Dio ha scelto la vita per proporsi e rendere trasparente (pur nel mistero) i suoi significati; questa capacità ci è donata con la vita dei Santi che insistentemente, costantemente ci svelano dei tratti di strada di impensabile bellezza .La parola di Dio passa sempre attraverso le persone come Dio ha fatto attraverso Suo figlio nato da una normalissima gravidanza e questa finisce per essere centrale per la comprensione della realtà; mentre la scienza e le applicazioni la rendono sempre meno misteriosa nei meccanismi di espressione fino alla capacità di riprodurla la sua scintilla spesso ci viene oscurata quando si confonde il meccanismo della vita con l’arroganza di una possibile autopoiesi che ne esclude la dipendenza da Dio. Il marmo che ricopre il Cristo napoletano torna ad essere di pietra e impermeabile all’intelligenza.</p>
<p>Francis Crick celebre Nobel e scopritore della ‘’molecola della vita’’ il DNA ebbe a dire, dopo la sua scoperta: “E’ inebriante per la prima volta possiamo sentirci al posto di Dio” Essere non credenti, oggi significa ( per tutti)non vedere il senso, per chi crede rimane comunque un mistero di cui si intuisce bellezza e per cui tutto vale la pena….. un millimetro ma di grande sostanza; un ghigno per chi non crede un sorriso per chi crede.</p>
<p>L’aborto è senza dubbio la sconfitta della ragione e della fede, il de profundis della speranza e la rinuncia al cambiamento. Molti oggi lo considerano un atto di libera scelta piuttosto che il segno evidente di un atteggiamento reazionario e conservatore perché la vita è rivoluzione e il cambiamento che ci viene chiesto è di accettarla. Nella società Romana migliaia di anni orsono vi era il padre disponeva del della vita dei propri figli come un diritto, quasi fosse un diritto naturale; oggi questo diritto è stato decretato a favore ( sic!) delle donne con l’assenso( o meglio l’indifferenza) di tutti; anche oggi la Consulta ha emesso una sentenza a favore della legge 194 che rimane nelle nostre coscienza una macchia che accompagna la nostra generazione; è costituzionale, dunque uccidere. Sembra pesarci l’insistenza della chiesa che tenta in ogni modo di arginare l’offensiva contro la vita mentre per il quieto vivere queste decisione della giustizia annientano la reazione della coscienza che ne rimane indifferente . Queste sentenze sono invece ‘’storia’’ a tutti gli effetti. Incidono il tessuto sociale danneggiandolo e producendo infelicità e dolore; l’aborto lascia ferite che non cicatrizzano patologie depressive che non esitano in gesti auto lesivi; non serve il buonismo assolutorio né parole di circostanza; il dolore è dolore. Punto. La psicoanalisi è a dire di qualcuno una confessione senza assoluzione; la chiesa dunque è l’unico luogo dove quella gravidanza interrotta può legandosi all’infinita bontà di Dio ritrovare pace. La chiesa è lo strumento di questa speranza altro che luogo del giudizio perché è testimone della resurrezione che né è la terapia. C’è un legame profondo che unisce la gravidanza di Maria e la speranza per il mondo e ogni gravidanza ne è un ricordo; Poche ore prima di morire, Chiara rispondeva al marito che le chiedeva se il dolore era davvero così leggero come lo descriveva il vangelo:’’ Senza tentennamenti Chiara ha detto “Si perché la vita non è misurabile in minuti ma mezz’ora o 100 anni sono la stessa cosa nel mistero di chi l’ha voluta. Lei come Beretta Molla recentemente beatificata come le tante mamme che hanno costituito l’associazione ‘’la quercia millenaria’’ come la casa degli stati vegetativi don Orione di Bergamo ci camminano avanti comprendere il destino di bene che ci aspetta anche quando sembra che il dolore ci toglie le forze per comprendere; ma è in quel momento che si decide il nostro essere credenti o no .</p>
<p>Francesco Amaduzzi<br /> Associazione la famiglia</p>
<p><a href="https://www.santafamiglia.info/2012/06/chiara-petrillo/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>La messa quotidiana</title>
		<link>https://www.santafamiglia.info/2012/04/la-messa-quotidiana/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 07:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donvi scrive e parla...]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[CARI AMICI VIVIAMO LA MESSA QUOTIDIANA PER RICORDARE MOMENTI DI VITA, DI GIOIA O DI DOLORE. 1.LA FESTA DEL BATTESIMO proprio o dei figli. cerchiamo la data del nostro battesimo e di quello dei figli o figliocci( quelli di cui siamo stati padrini o madrine!) . Festeggiamo il battesimo regalandoci la messa in quel giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CARI AMICI  VIVIAMO LA MESSA QUOTIDIANA PER RICORDARE  MOMENTI DI VITA, DI GIOIA O DI DOLORE.</p>
<p>1.LA FESTA DEL BATTESIMO proprio o dei figli. cerchiamo la data del nostro battesimo e di quello dei figli o figliocci( quelli di cui siamo stati padrini o madrine!) . Festeggiamo il battesimo regalandoci la messa in quel giorno  e una intenzione alla preghiera dei fedeli   e poi   una preghiera in famiglia quando ci si riunisce per mangiare.</p>
<p>2. L&#8217;ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO. Nel giorno del vostro anniversario aprite la giornata con la messa quotidiana vissuta come coppia per rinnovare il sacramento ricevuto,  se possibile assieme ai vostri figli. Sarà ancora più bella la festa che preparerete in famiglia o tra parenti e amici.</p>
<p>3. IL COMPLEANNO DEI FIGLI O NIPOTI. Quale regalo più bello  un genitore cristiano può fare ad un figlio se non affidarlo al Signore perché gli riveli il Suo volto e la Sua misericordia?  Così la partecipazione alla messa quotidiana può sottolineare UN TRAGUARDO  NELLA VITA DEI FIGLI, può essere invocazione di aiuto in MOMENTO DIFFICILE DELLA LORO VITA, può essere invocazione dello Spirito prima di un dialogo spirituale con un figlio adolescente  che vive una vita sbagliata.</p>
<p>4.Vivere insieme come coppia la messa quotidiana   per sottolineare una RICONCILIAZIONE TRA CONIUGI dopo un momento di incomprensione o di lontananza o (sarebbe bellissimo) dopo una separazione magari accompagnata con la benedizione degli anelli nuziali.</p>
<p>5. Per voi giovani le occasioni per regalarvi la messa quotidiana possono essere le più svariate ma tutte preziose: chiedere  la luce di Cristo per il DISCERNIMENTO VOCAZIONALE,  ritrovarsi a pregare per la SCELTA DELLA SCUOLA O DELLA PROFESSIONE,  regalare la prima ora del giorno a Cristo per consegnarli gli amici in difficoltà, per celebrare l&#8217;anniversario di un AMORE CHE STA NASCENDO, gli AIUTI CATECHISTI  O GLI EDUCATORI GIOVANI ACR O SCOUT   PER PREGARE PER I LORO RAGAZZI  e fissare prima nel cuore le cose che gli diremo negli incontri&#8230;o cosa bellissima  insieme a uno o due dei propri giovani per insegnargli a pregare&#8230;</p>
<p>6. per voi persone sole la messa quotidiana è ritrovare ogni mattina una FAMIGLIA SPIRITUALE e sentirsi dentro la grande famiglia ecclesiale e offrire la vita per le missioni per i giovani per le mete che la comunità di è data&#8230;.e magari prendere assieme un caffé&#8230;.</p>
<p>Questa è la Chiesa che mi piace&#8230;&#8230;.</p>
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		<title>Felice Pasqua a tutti!! vs, Ale</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 21:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[dalle Missioni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[mie/i carissime/i... un piccolo video per condividere insieme la r-innovazione di questa Nuova Pasqua, Insieme! ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.santafamiglia.info/2012/04/felice-pasqua-a-tutti-vs-ale/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>mie/i carissime/i&#8230; un piccolo video per condividere insieme la r-innovazione di questa Nuova Pasqua, Insieme! : Pellegrini per le strade del cuore dell&#8217;Uomo Con Cristo!<br />Felice Pasqua a tutti!!<br />vs, Ale</p>
<p>Estamos Juntos,</p>
<p>PS: sono ormai sei giorni che tento inviarvi i nostri auguri pasquali&#8230; perdonate il ritardo, da 15 giorni abbiamo una connessione molto molto bassa&#8230;</p>
<p>Meus queridos/as&#8230; uma pequena película para compartilhar juntos a renovação desta Noiva Páscoa, Juntos!: Peregrinos pelas estradas do coração do Homem com Cristo!<br />Feliz Páscoa a todos!<br />vs, Ale<br />estamos juntos</p>
<p>NB: já ha seis dias que estou tentar enviar-vos esta mensagem&#8230; me desculpem pelo atrazo: há 15 dias que temos uma connecção muito muito fraca&#8230;</p>
<p>&#8211; <br />Estamos Juntos,<br />Ale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Miei carissimi !</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 09:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Miei carissimi ! Eli mi ha detto che mi avete mandato una mail, ma non mi é arrivata… in ogni caso, approfitto per mandarvi alcune foto che ho scattato ieri alla festa della gioventú diocesana, (domenica della palme). Sto conoscendo una realtá missionaria davvero splendida! qui non esistono religiosi o laici: siamo tutti missionari! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Miei carissimi !<br /> Eli mi ha detto che mi avete mandato una mail, ma non mi é arrivata…<br /> in ogni caso, approfitto per mandarvi alcune foto che ho scattato ieri  alla festa della gioventú diocesana, (domenica della palme).<br /> Sto conoscendo una realtá missionaria davvero splendida! qui non  esistono religiosi o laici: siamo tutti missionari! questa é  l’impostazione del nostro vescovo di Tete, e la trovo davvero ecumenica!<br /> La presenza di don Marco e don Giancarlo é stata determinante: insieme e  insieme alla comunitá che mi sta accogliendo, abbiamo costruito il  primo mattone del riconoscerci chiese sorelle; sono stati 6 giorni  davvero splendidi, durante i quali il vescovo ci ha fatto conoscere,  ripesentandoci, le diverse realtá di questa diocesi.<br /> Al momento rimarró alloggiata a lato della casa vescovile per alcuni  mesi; mi occupo del segretariato pastorale e catechesi al gruppo di  infanzia missionaria (gruppo bambini in foto), nella parrocchia (in  periferia) S. José. Accompagneró il vescovo nelle sue visite pastorali  alle varie missioni della diocesi! straordinario!! miei carissimi!!!!  con questa nuova esperienza, mi ritrovo ad addentrarmi sempre di piu nel  Mistero Pasquale, da cui sorge il nostro<br /> Essere Missionari: Amiamo per il Gusto di Amare!<br /> Felice settimana santa tesori miei!<br /> vs Ale</p>

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		<title>Annuncia ciò che Dio ti mostra, e non avrai tempo per cercare ciò che ti nasconde</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunedì Casa Nazareth]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Continuano con intensità e passione gli incontri, gli approfondimenti e  le riflessioni del lunedì a Casa Nazareth, prima, durante e dopo la  celebrazione eucaristica, intorno ai temi della carità, della gratuità e  della condivisione.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Giorgio Magnanelli</p>
<p>Cari amici,<br />Continuano con intensità e passione gli incontri, gli approfondimenti e  le riflessioni del lunedì a Casa Nazareth, prima, durante e dopo la  celebrazione eucaristica, intorno ai temi della carità, della gratuità e  della condivisione.</p>
<p><a href="http://www.santafamiglia.info/wp-content/uploads/2012/02/Lettera-mensile-Febbraio-2012.pdf">Lettera mensile Febbraio 2012</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Siamo arrivati in fondo all&#8217;Africa.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 21:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo arrivati in fondo all&#8217;Africa. Tutto bene anche se il bagaglio di don Giancarlo non è arrivato. Oggi saremo da Alessandra e Barbara. Ieri  pomeriggio siamo stati da padre Ottorino e abbiamo dormito dai padri Comboniani. E&#8217; bello trovare padri che sono qui dal tempo della guerra civile e che hanno dato la vita per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo arrivati in fondo all&#8217;Africa. Tutto bene anche se il bagaglio di don Giancarlo non è arrivato.</p>
<p>Oggi saremo da Alessandra e Barbara. Ieri  pomeriggio siamo stati da padre Ottorino e abbiamo dormito dai padri Comboniani. E&#8217; bello trovare padri che sono qui dal tempo della guerra civile e che hanno dato la vita per il Signore e per questa terra mozambicana. La nostra breve visita vorrebbe aiutare la comunità ad un respiro missionario. raccomando ai giovani di partecipare al campo missionario diocesano. un primo piccolo passo per aprirsi al mondo!</p>
<p>In preghiera scambievole donvi</p>
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