<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Alcune riflessioni sulla resurrezione di Gesù nel libro degli Atti degli Apostoli</title>
	<atom:link href="http://www.santafamiglia.info/2007/04/alcune-riflessioni-sulla-resurrezione-di-gesu-nel-libro-degli-atti-degli-apostoli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.santafamiglia.info/2007/04/alcune-riflessioni-sulla-resurrezione-di-gesu-nel-libro-degli-atti-degli-apostoli/</link>
	<description>...</description>
	<lastBuildDate>Sun, 30 Jun 2013 20:55:05 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Santarelli</title>
		<link>https://www.santafamiglia.info/2007/04/alcune-riflessioni-sulla-resurrezione-di-gesu-nel-libro-degli-atti-degli-apostoli/comment-page-1/#comment-404</link>
		<dc:creator>Giovanni Santarelli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2007 16:49:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.santafamiglia.info/blog/?p=53#comment-404</guid>
		<description>Cari fratelli

La catechesi di ieri sera, assieme alla partecipazione di alcune nostre giovani sorelle ad un convegno della Chiesa italiana su “I giovani e la Bibbia” mi ha molto aiutato a situare la nostra storia particolare all’interno di un contesto civile e religioso molto complesso e particolare.
Sono molto contento che in parrocchia la Scrittura goda di grande interesse così come mi affascinano i giovani della nostra parrocchia che chiedono di sapere tutto quello che Gesù ha detto, come lo ha detto e perché lo ha detto e che sono capaci di dedicare un’intera mattinata del Sabato Santo a riflettere e pregare sul Dio “assente”, inghiottito dalla terra e pronto alla resurrezione.
Mi sono venute a mente le parole che leggevo su un giornale di Pietro Citati che dava una visione di Chiesa molto bella di cui i nostri stessi VescovI non sempre hanno piena consapevolezza: una chiesa che vuole recuperare la sua storia per capire il tempo presente, una chiesa che vuole amare i suoi Padri per svolgere essa stessa una giusta paternità verso un modo “orfano”; una chiesa che non teme di essere minoranza perché “il cristianesimo è stato sempre una religione di minoranza..”; una chiesa consapevole anche che la tendenza a diventare istituzione, società, partito, stato, crociata non può che nuocerle. 
“La condizione di minoranza chiesa – dice Citati – è favorevole al Cristianesimo purchè questa minoranza conosca i Vangeli, S. Paolo, Pascal e sappia irradiare il mondo con la luce delle loro parole.
Una Chiesa quindi che sappia ricostruirsi con la forza della Parola.
A volte mi sembra che a qualcuno questo possa sembrare un “ritirarsi” nel privato o un cedere a “derive spiritualiste” o un condannarsi all’irrilevanza sociale e a una riduzione del cristianesimo a una subcultura del mondo contemporaneo.
Non credo sia così.
Diceva un teologo italiano (Dianich) che: “… nei primi secoli della fede cristiana (e oggi in altri continenti) la fede occupava un posto marginale nella cultura diffusa, ma allo stesso tempo non perdeva la possibilità di essere comunicata e accolta e di portare buoni frutti per il bene comune…”.
Si tratta di recuperare un linguaggio biblico quindi e una grande serietà di approccio ai testi (un po’ come d. Vincenzo ci ha mostrato ieri) per non cadere nella pretesa di convincere con gli strumenti della ragione. 
“Vedo un pericolo – dice Dianich – nel convincimento che è possibile un consenso sulla base della ragione senza tenere in realtà conto del fatto che nella nostra società questo consenso su molti temi non c’è per cui dobbiamo comunicate la fede agli uomini all’interno di una cultura per molti aspetti ben lontana dalle nostre aspettative…”
 “Non per nulla – prosegue – i padri del Vaticano II pur senza venir meno alla tradizionale convinzione cattolica sul potere della ragione di raggiungere il vero hanno preferito sempre al linguaggio della Scolastica quello della Bibbia e dei Padri&quot;.
Non è quindi inutile soffermarsi su Gesù, la sua storia, sull’interpretazione dei primi cristiani, sugli strumenti di analisi critica che si debbono utilizzare, sulle fonti a nostra disposizione; mi sembra questo il massimo della concretezza che una comunità possa raggiungere.
Grazie a tutti e spero che il nostro tempo possa essere sempre più dedicato a ricordarci che il “Signore torna” (ricordate Daniele Carota?) e che tutto va visto in qusta prospettiva.
Vi invito allora in tale prospettiva a leggere un bell’articolo sugli ottant’anni del cardinal Martini sull’ultimo numero de “Il Regno-attualità (“Affinché la Parola corra”) perché ci aiuta tanto a cogliere l’essenziale del tempo presente, a non perdere tempo in cose inutili e a sentirci sempre, di fronte alla grandezza di tale mistero, piccoli e umili e capaci di volerci bene.
Chiedo inoltre a tutti di sentirci parte dell&#039;intervento che le nostre due sorelle (Lalli e Lucia) terranno a Roma la settimana prossima: lo fanno a nome e per conto nostro!!!
saluti 
NINO SANTARELLI</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari fratelli</p>
<p>La catechesi di ieri sera, assieme alla partecipazione di alcune nostre giovani sorelle ad un convegno della Chiesa italiana su “I giovani e la Bibbia” mi ha molto aiutato a situare la nostra storia particolare all’interno di un contesto civile e religioso molto complesso e particolare.<br />
Sono molto contento che in parrocchia la Scrittura goda di grande interesse così come mi affascinano i giovani della nostra parrocchia che chiedono di sapere tutto quello che Gesù ha detto, come lo ha detto e perché lo ha detto e che sono capaci di dedicare un’intera mattinata del Sabato Santo a riflettere e pregare sul Dio “assente”, inghiottito dalla terra e pronto alla resurrezione.<br />
Mi sono venute a mente le parole che leggevo su un giornale di Pietro Citati che dava una visione di Chiesa molto bella di cui i nostri stessi VescovI non sempre hanno piena consapevolezza: una chiesa che vuole recuperare la sua storia per capire il tempo presente, una chiesa che vuole amare i suoi Padri per svolgere essa stessa una giusta paternità verso un modo “orfano”; una chiesa che non teme di essere minoranza perché “il cristianesimo è stato sempre una religione di minoranza..”; una chiesa consapevole anche che la tendenza a diventare istituzione, società, partito, stato, crociata non può che nuocerle.<br />
“La condizione di minoranza chiesa – dice Citati – è favorevole al Cristianesimo purchè questa minoranza conosca i Vangeli, S. Paolo, Pascal e sappia irradiare il mondo con la luce delle loro parole.<br />
Una Chiesa quindi che sappia ricostruirsi con la forza della Parola.<br />
A volte mi sembra che a qualcuno questo possa sembrare un “ritirarsi” nel privato o un cedere a “derive spiritualiste” o un condannarsi all’irrilevanza sociale e a una riduzione del cristianesimo a una subcultura del mondo contemporaneo.<br />
Non credo sia così.<br />
Diceva un teologo italiano (Dianich) che: “… nei primi secoli della fede cristiana (e oggi in altri continenti) la fede occupava un posto marginale nella cultura diffusa, ma allo stesso tempo non perdeva la possibilità di essere comunicata e accolta e di portare buoni frutti per il bene comune…”.<br />
Si tratta di recuperare un linguaggio biblico quindi e una grande serietà di approccio ai testi (un po’ come d. Vincenzo ci ha mostrato ieri) per non cadere nella pretesa di convincere con gli strumenti della ragione.<br />
“Vedo un pericolo – dice Dianich – nel convincimento che è possibile un consenso sulla base della ragione senza tenere in realtà conto del fatto che nella nostra società questo consenso su molti temi non c’è per cui dobbiamo comunicate la fede agli uomini all’interno di una cultura per molti aspetti ben lontana dalle nostre aspettative…”<br />
 “Non per nulla – prosegue – i padri del Vaticano II pur senza venir meno alla tradizionale convinzione cattolica sul potere della ragione di raggiungere il vero hanno preferito sempre al linguaggio della Scolastica quello della Bibbia e dei Padri&#8221;.<br />
Non è quindi inutile soffermarsi su Gesù, la sua storia, sull’interpretazione dei primi cristiani, sugli strumenti di analisi critica che si debbono utilizzare, sulle fonti a nostra disposizione; mi sembra questo il massimo della concretezza che una comunità possa raggiungere.<br />
Grazie a tutti e spero che il nostro tempo possa essere sempre più dedicato a ricordarci che il “Signore torna” (ricordate Daniele Carota?) e che tutto va visto in qusta prospettiva.<br />
Vi invito allora in tale prospettiva a leggere un bell’articolo sugli ottant’anni del cardinal Martini sull’ultimo numero de “Il Regno-attualità (“Affinché la Parola corra”) perché ci aiuta tanto a cogliere l’essenziale del tempo presente, a non perdere tempo in cose inutili e a sentirci sempre, di fronte alla grandezza di tale mistero, piccoli e umili e capaci di volerci bene.<br />
Chiedo inoltre a tutti di sentirci parte dell&#8217;intervento che le nostre due sorelle (Lalli e Lucia) terranno a Roma la settimana prossima: lo fanno a nome e per conto nostro!!!<br />
saluti<br />
NINO SANTARELLI</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
