8 settembre 2008

L’estate sta finendo… e la parrocchia è sempre là…

Carissimi

Oggi non vi scrivo dal treno, ma rubo un po’ di tempo alla pausa pranzo perché, oggi è una giornata molto calda e il calendario inesorabilmente ci segnala che anche quest’anno l’estate sta finendo… (citazione colta dei Righeira)
Ma altrettanto inesorabilmente si avvicina il tempo delle programmazioni. Siamo infatti già stati invitati domani sera a parlare del futuro della catechesi, e sicuramente in quell’occasione non ci risparmieremo le lamentele per come stanno andando le cose, e ci accorgeremo che tutto ciò che un tempo veniva chiamato problema oggi lo si definisce addirittura “emergenza”.
Ci racconteremo la mancanza di giovani fortemente motivati e di coppie fresche di matrimonio che diano speranza al futuro delle giovani famiglie, di bambini che pensano alla domenica come “giorno della gara sportiva”… e per dirla in termini “marketing” constateremo che la parrocchia non è più competitiva, che oramai nei migliori dei casi Cristo sembra privilegiare la strada delle Associazione, delle Comunità, dello scoutismo, dove il senso di appartenenza, il senso di responsabilità, aiuta a “resistere” e, nei migliori dei casi, forse anche a volersi bene.

Ma la parrocchia è altro, è una piramide che ha una base molto più ampia e perciò meno appuntita e incisiva delle associazioni.

Tuttavia penso che intorno a queste due paroline che ho evidenziato in grassetto (appartenenza e responsabilità) si possa lavorare e farle diventare un filo conduttore attorno al quale costruire meglio un progetto di formazione cristiana. Non appartenenza e responsabilità fine a se stesse, ma come collante, catalizzatore indurente di una sostanza buona “Parola di Dio e Cristo” che altrimenti rischiano di volare via e rimanere solo il tema delle nostre buone intenzioni.
Non sono certo io la persona adatta a parlare di problemi e virtù di una parrocchia, ma mi permetto di evidenziare questo aspetto con molta umiltà, perché si tratta di un questione che non riguarda soltanto la Chiesa. Molti pensano che il mio lavoro sia far disegni o siti, rendere belle le cose, o nei migliori casi organizzarle in maniera chiara. Magari! Questi son solo aspetti marginali, la punta di un iceberg che alla fine è ciò che appare, ma che in realtà son sempre la risposta ad una richiesta di riscoperta di una “identità”, di ricompattamento di un gruppo di persone, o di società che non si sentono più legate e perciò hanno perso le ragioni del lavorare bene e insieme. (responsabilità e appartenenza).
Si tratta quindi di un lavoro faticoso di ricerca e recupero dei valori fondanti e che quando va bene, se siamo stati bravi, si manifesta alla fine in una buona organizzazione di ciò che si vuole esprimere attraverso soluzioni grafiche.

Ho fatto una premessa, forse un po’ complessa nella sua sintesi per dire che, anche una parrocchia come la nostra, o qualsiasi altra parrocchia, ha bisogno all’inizio del nuovo anno di un momento importante per ripensare a se stessa, esprimersi, ricompattarsi nell’appartenenza e nelle responsabilità.

  • Un momento necessario dove farsi domande semplici, apparentemente stupide, del tipo: “perché continuo a venire in parrocchia?” a cui sarebbe bello che ognuno rispondesse anche in maniera scritta in un quaderno tutto per sé…
  • Un momento in cui recuperare tutti gli spunti emersi durante gli esercizi spirituali di luglio, perché altrimenti qualcuno potrebbe pensare che son bastati pochi bagni al mare per cancellare tutto.
  • Un momento in cui contarsi, dare un volto a nomi di cui si è solo sentito parlare, o si è letto qualcosa tramite una email.
  • Un momento per ringraziare Dio di tutte le diversità che compongono la nostra parrocchia, e che se messe nelle Sue mani diventano carismi, non per essere facchini, ma amanti di Cristo.
  • Un momento in cui alla fine può darsi che ci troveremo a lodare il Signore per tutte le cose belle fatte lo scorso anno e per quelle che ognuno di noi ha nel cuore per il futuro
  • Un momento per scoprire che un momento non basta…

Solo dopo uno o più momenti come questo potrebbero nascere anche “segni” che testimoniano (anche graficamente per quanto mi riguarda) la nostra appartenenza e la nostra responsabilità.
(a tal proposito ripensavo a quel bel libretto organizzato anni fa da Luciano e che potrebbe essere integrato anche da qualche bella foto – questo mi è venuto in mente perché ieri mi è capitato tra le mani quello che feci per i 70 anni di San Cristoforo). Ma si possono fare anche tante altre cose più semplici: pensate che gli anglicani di San Michael in fondo alla chiesa mettono le foto dei parrocchiani organizzate in un cartellone. Forse eccessivo, quasi infantile o forse no, ma è comunque una espressione del desiderio di vedersi parte di un gruppo…
Perché Cristo sicuramente non ci vuole soli, e quando lo siamo, o crediamo di esserlo, e vediamo intorno noi solo Don Chisciotte, la trascuratezza e l’indifferenza diventano un male…

Per il momento abbiamo un appuntamento domani… ma mi sembrerebbe una buona idea preparare qualcosa di più coinvolgente per il prossimo mese, prima che l’ora legale e il freddo congeli i nostri pensieri.

Con tanta voglia di bene ho scritto e inserito nel blog.

Walter

P.S. Non c’entra niente, ma mi piace concludere una vecchia citazione tratta da una omelia di Mons. Michetti che sabato sera mi è stata riportata da Peppe, babbo di Davide:
viviamo un periodo in cui per fortuna ci sono ancora persone che ci danno il CON-senso,
purtroppo si sono quelli del DIS-senso come le brigate rosse che lo manifestano in maniera violenta,
ma ciò che temo di più è il fatto che ci sono molti che vivono il NON-senso


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